giovedì, marzo 17, 2011

150 anni e non sembra per niente?

Oggi la nostra Italia compie 150 anni. Sono italiano, I'm italian.
Ma l'Italia esiste veramente? Si, lo so, sto per scrivere un post qualunquista in un giorno qualunquista. Ma se per 3000 euro ciccio-Ferrara può dire boiate su rai uno io a gratis posso fare di peggio. E pure voi! Non nel senso di cambiare canale o blog ma di fare di peggio per davvero nel vostro piccolo.
Detto ciò vorrei svelare una cosa: oggi è festa nazionale, tutti felici, ma ve l'hanno detto che il 4 novembre non vi verrà pagato? Ehhhhhh. Ciuppaaaaaaaa.
Il 4 novembre è la festa dell'unità nazionale, festività soppressa ma pagata in busta. Quest'anno no. Capito i politici che simpatici? Calderoli, Borghezio (vabbè...), Marcegaglia ed altri si sono lamentati di questo giorno di festa, sta a vedere che avevano un minimo di onestà. Scherzo ovviamente. Li schifo!
Però che senso ha fare polemica sui costi e la produttività se tanto il 4 novembre non verrà pagato-speso e fa pari e patta?
Ipocrisia?
Ecco l'italia: è 150 anni di ipocrisia. Gli accordi politici, di poltrona, le stragi, le guerre, gli interessi, gli arresti, le inchieste, le nomination, le promozioni, gli scudetti, gli arbitri, le fiction, i direttori, i grandi concerti, le differenze.
Sono italiano per 1200 km: mamma calabrese e papà lombardo. E vivo a Roma nel mezzo.
Ma tutto quello che c'è in mezzo viene travisato, venduto, abusato, sfruttato, minimizzato, modificato, appaltato, spartito, crocefisso, beatificato, incolpato, censurato, nascosto, insabbiato, liofilizzato, pizzinato, addescato, prostituito, bestemmiato, scongiurato, terremotato, terronizzato, milanesizzato, borgataro, provinciale, sospettoso, gossipparo, premeditato, federalizzato, sbandierato, innizzato (e non innato), infantile, religioso, bonaventuriano, craxista, lippiano, sacchiano e berzottiano, sporco, monnezzaro, inefficiente, statalista, raccomandato, impunito e anfame!
Ma che cavolo c'ho da festeggiare oggi se l'italia non è mai cambiata in più di due secoli? Il federalismo farà solo un passo indietro nella storia!!!

cit.: “Quando non si vuole capire la storia, la si trasforma in geografia” (Marco Paolini)

PS: e volevo dire tutt'altro. Guarda come mi arrabbio se guardo al nostro paese.

OkNotizie

sabato, marzo 12, 2011

Pesano senz'altro i miei TRAMONTI sulle rive dell'Arrone




Parafrasando Silvestri e la sua (o nostra) "Sulle rive dell'Arrone" mi viene fuori questo titolo per postare codesto video, forse il primo di una breve serie: tramonto al mare; di 24 ore fa... fantastico.
Sarò molto pragmatico e sintetico e aggiungerò due cose:
1) Una mente pensante è una mente "costretta". Una mente non pensante è una mente libera.
2) Grazie a Dio, Buddha e "li mejo" vivo a ovest. Una vita senza tramonti è una vita a metà (mi spiace per quelli che stanno sull'adriatico.


Nota: l'Arrone è il fiume che sfocia nel mar Tirreno a Fregene (Fregene Uber Alles - Freg Kennedys {questa è una battuta colta, ma non mi aspetto che tutti la capiscano, sono magnanimo})
Nota2: http://www.youtube.com/watch?v=Xwg8m3-Aw_s

giovedì, marzo 10, 2011

Galeotto fu il "bancomatte"...

E' mattina.
Non troppo presto però; le otto e quaranta.
Sono in auto e metto la freccia per fare rifornimento alla prima stazione di servizio sul raccordo che incontro.
Non sono assonato ma non sono nemmeno troppo per la chiacchera.
Faccio rifornimento e poi vado a pagare alla cassa.
Quando esco è successo qualcosa ma fatico a crederlo. Devo sedermi in auto, toccarmi la faccia e ricordare gli ultimi minuti davvero incredibili...

Dovevo capirlo forse subito, appena entrato nel box per pagare, che non sarebbe stata la solita mattina...
Non vedevo nessuno eppure una voce calda mi richiamava:
"30 euro?" mi chiese.
"Si".
Risposi e già sentivo che mi avrebbe fatto altre domande, come altre volte, ma oggi - in questo periodo della mia vita - sono più vulnerabile e... sapevo che avrei potuto cedere alle "avances"...
Mi aspettavo che intavolasse il discorso prendendola alla lontana ma non lo fece.
"Bancomatte?"
"Si" risposi, ma il modo in cui lo disse era voluto; mi voleva conquistare sin dalle prime battute. Ognuno usa i suoi metodi e quando è sicuro del fatto suo potrebbe anche restare in silenzio e fissarti che riuscirà a spogliarti. Mai dimenticarlo.
A quel punto eravamo in ballo. Io capii che voleva giocarsela questa mattina. Sarà la terza o quarta volta che ci provava in un anno ma io mi ero sempre tenuto alla larga da questa pompa di servizio.
Perchè sapevo che prima o poi avrei ceduto? A questo non saprei rispondere.
Risposi un primo NO alla domanda di avvicinamento:
"Ce l'hai la tessera punti?"
"No".
"E cosa aspetti?"
Esitai e resta in silenzio. Questo gli diede modo di capire che ero vulnerabile e poteva avermi in tre mosse.
"Guarda che lo dico per te. Io non ci guadagno nulla".
A quel punto il viso, rimasto coperto dai gratta e vinci appesi, saltò fuori e mi fissò. Due occhi enormi, aperti, bramosi, sì... vogliosi.
"Ma cosa aspetti? Ti do il modulo, lasci i tuoi dati e ti do subito la tessera".
"Si ma io queste cose non le seguo molto, la benzina non la faccio sempre qui..."
"Oh, puoi averla gratis!"
Se già la parola 'bancomatte' mi aveva un po' stordito, l'ultima frase era veramente troppo.
Io non sono materiale ma se ti dicono che puoi averla gratis un pochino ci rimani a riflettere...
Ed è lì che ti frega! In quei secondi tra il serio e il faceto, il grezzo e il signore, il pallido e il rossore ecco che ti da la tessera punti già stampata e imbustata, il modulo, la penna e la ricevuta con i primi punti già caricati!
"Ti ho caricato anche i punti dell'altra volta".
E' vero, sono 27, non 20.

...cretino che sono. Mi ha fregato.
Stavolta il gestore sul raccordo mi ha incastrato e mi ha fatto iscrivere alla raccolta punti della sua compagnia petrolifera. Erano mesi che resistevo, ed ora mi ritrovo in macchina con tessera, catalogo punti, depliant, gadget e bancomatte.
Dannato, galeotto, bancomatte.

lunedì, marzo 07, 2011

Due anni altrove

Riparto a scrivere su questo blog dopo due anni circa. Due anni nei quali avevo iniziato ad usare facebook, ma come ogni moda di internet finisce per assorbirmi troppo e non la uso più per l'intento iniziale (che per me non era leggere dei fatti degli altri).
In due anni succedono tante cose: per primo che ho scritto un libro, il secondo ufficialmente. Secondo che ho aperto un altro blog con le ricette delle mie torte. Terzo... troppo lunga la lista.
Questo post mi serve per ricominciare a scrivere. E ci saranno differenze con il taglio dei post precedenti. La penna avvelenata, o pseudo tale, al momento non mi serve più; il cinismo se ne è andato. Ci sono molte più cose da realizzare nell'amore per se stessi che nel cinismo per il mondo. Ecco le mie belle frasi!
Welcome back melacattiva.

Torte in faccia, ricettario di torte
Lionardo, un romanzo bonsai

martedì, aprile 14, 2009

E' finita la crisi

Alla radio e alla televisione non l'hanno ancora detto ma non c'è più. La gente è più sorridente, fa colazione al bar con due cornetti e parla con la bocca piena. Le file ai supermercati sono lunghissime ma nessuno si lamenta o litiga per l'ultimo cartone di latte o pacco di farina rimasto.
E' finita la crisi.
E' stato come svegliarsi dopo una notte di bevute. Una bella doccia e lentamente il senso di pesantezza e nausea ha cominciato a sparire. Anche nelle osterie i vecchi iniziano a dire "quando c'era la crisi..." e si fanno portare gotti di vino rosso. L'oste li porta, pieni fino all'orlo.
E' finita la crisi.
Su mezzi pubblici non ci si spinge più e i posti per una signora anziana vengono liberati due per volta. Nessuno sta con la testa bassa sul giornale facendo finta di essere assorto o con il walkman a 2000 watt. C'è chi guarda gli altri sorridendo, cercando conferma: "Allora è vero..."
E' finita la crisi.
I ragazzini possono stare fuori fino a tardi anche se dal balcone la madre non li può tenere d'occhio, l'importante è non fare storie la mattina per andare a scuola. Lì già stanno ristampando i piani di studio: a gran voce un trimestre intero dedicato al periodo appena passato, chiuso, archiviato. Perchè la memoria è importante e non bisogna dimenticare.
E' finita la crisi.
Ho trovato il tuo messaggio in segreteria, di mattina presto. Con voce di ragazzina ridacchiavi e mi dicevi: "stasera mi trasferisco da te, faccio le borse e le carico in macchina, poi usciamo e andiamo a cena al mare. Paghiamo alla romana e buttiamo i cellulari nel bidone. Restiamo a letto dieci giorni e ci sposiamo in segreto da tutti perchè ti amo e non ci crederai ma è finita la crisi!"

sabato, marzo 28, 2009

La comicità del PDL... eppur si muove.

Sono settimane che non ho tempo di scrivere nulla, assorbito dal "nuovo lavoro" (in realtà è una nuova dislocazione mi chi porta a fare 150 km al giorno di macchina).
Sopravvivo, perchè lo stress è tanto, ma ogni tanto il mio cervello viene "eccitato" dalle perle della politica italiana. Ho evitato di dire qualcosa sulla dipartita di Weltroni e dell'entranta di Robin Franceschini perchè la sinistra deve fare auting da sola, in silenzio stampa ma OGGI, porcaccioggiuda, al congresso costituente del PDL l'hanno sparata grossa (visto 14 minuti fa su La7)!
Fini in giornata riferendosi al federalismo e alla lega ha detto che 'si va bene, ma non dimentichiamoci del sud'.
Leggete bene ora...
L'intervistatrice gira la domanda (non era una domanda ma contenta lei...) a un onorevole del PDL (di cui ho rimosso il nome subito) che ha risposto:
"Non è vero che abbiamo pensato solo al nord. Abbiamo pensato a tutta l'Italia, con i soldi del SUD".
...
Ho spento la tele. Che devi dirgli a questo? pirla?!?! Nemmeno lui si è reso conto della risata amara che ci ha fatto fare. Quelli di pubblitalia90 facciano qualcosa!
Che vergogna. Che pena. Che SCHIFOOOOO!!!
Poi mi chiedono ancora perchè non ho votato l'anno scorso.
Per favore, rispetto.
Più rispetto per tutti!!

martedì, marzo 03, 2009

L'oro dei ricchi

Siamo in un "buon" periodo di crisi: conclamato. Lo senti nei discorsi in treno o in metropolitana. Prima non se ne parlava; erano solo numeri, statistiche, dichiarazioni, notizie di giornale. Invece ora la crisi te la racconta tua madre o il tuo vicino di posto in treno.

Parto da un antefatto dell'anno scorso.
Ero in giro per Bologna in auto e mi è capito di vedere per un po', ad ogni isolato dei palazzi, un negozio dedito alla compera dell'oro usato. La cosa mi ha lasciato perpelesso e le amiche con me mi hanno raccontanto che in città ne stavano aprendo tantissimi negli ultimi mesi. Peggio che i cinesi o i blockbuster!

Oggi mi sono ricordato di quell'immagine dopo aver contato le pubblicità dei "compro oro" su un free press. Troppe! Addirittura inserite due a due per pagina.
Certo i tempi cambiano. Il monte dei pegni c'è sempre stato. C'è stato il periodo dei cash and carry (ci andavo pure io a portare una pianola ed uscirne con un violino). Ma stanno aprendo franchising e questo è sintomatico perchè si traduce in richiesta del mercato e risorse da cui attingere.

Chi porta l'oro in questi posti immagino abbia esigenze di soldi, i più disparati ma soprattutto perchè i soldi non bastano più a far fronte alle spese sempre più alti in un paese che da l'aumento ai politici e ai manager e aumenta le tasse indirette (invisibili) ai contribuenti.
Parte di quest'oro viene recuperato e fuso per diventare di nuovo gioielli per chi se li può ancora permettere!
L'oro dei ricchi di domani è l'oro dei poveri di ieri.
(loro Dei ricchi)

Il mio peluche

Qualche giorno fa ascoltavo Vic e Marisa su radio deejay. La Mary ha raccontato di avere ancora il suo peluche che stringeva a se da adolesc...